Se Bossi sapesse …
La prima sensazione che un padano avverte a Jining è di aver percorso inutilmente diecimilacinquecento chilometri nella vana speranza di cambiare paesaggio, di sostituire l’immagine del desktop della propria vita. E invece è tutto uguale, salvo le facce dei corregionali.
Jining, cittadina di centoventimila anime che per i cinesi equivale ad un nostro Roncofritto qualunque, è situata in una grande piana nel bel mezzo dello Shandong, a centrotrenta chilometri a sud di Jinan, capoluogo della provincia, e a soli trenta chilometri dalla città natale (e tombale …) di Confucio, Qufu, meta di pellegrinaggi turistici da ogni angolo della Cina.
A Jining, come nella bassa pianura padana, avviene quel miracolo che farebbe la gioia del Masaccio e del Brunelleschi, padri della prospettiva; la linea d’orizzonte è sempre visibile in ogni direzione, fatto salvo per qualche ciminiera, regalando quella sensazione di infinito e libertà tipica delle popolazioni adiacenti al grande fiume italico.
Con queste premesse non poteva mancare la nebbia, sia al mattino che alla sera quando, intensificata dai falò successivi la mietitura del grano, impregna l’aria di odore di paglia bruciata e confonde le insegne al neon. Insomma, avete presente Arbore, quando in “FF.SS. Che mi hai portato a fare sopra Posillipo …” arriva a Milano e accompagnato da amici in piazza Duomo afferma “Bella Milano, se se potesse vede’”. Ecco, ci siamo.
Ogni volta che mi accingo a raccontare una nebbia ad interlocutori esperti quali sono i miei amici d’infanzia, sento sempre la necessità di una scala Richter della nebbia, un rilevatore di spessore, un “nebbiometro”. Diciamo che è una nebbia da Bologna, che imbianca e ti immerge oniricamente, a differenza di quella di Ferrara e della bassa parmense/mantovana che ti avvolge, che ti lega i movimenti. (spero sia esauriente)
La vita della città è scandita da rintocchi d’altri tempi, nonostante non sia afflitta dai famigerati blackout elettrici che perseguitano il resto della Cina, grazie alla vicinanza di due grosse centrali a carbone. Gli agricoltori rispettano le cadenze della natura, sincronizzati ai colleghi del resto del mondo, gli operai e gli impiegati (Jining ha una trentina di aziende straniere tra cui la Pirelli Tire e altre due succursali di industrie italiane) hanno orari standard, dalle otto e mezza alle cinque e mezza del pomeriggio, i commercianti di cianfrusaglie e abbigliamento chiudono i battenti al calar della sera, gli alimentari tirano fino a mezzanotte così come i pochi bar e i due karaoke-bar, luogo di incontro per i giovani.
L’energia giovanile esplode il sabato pomeriggio e la domenica, quando la via principale si anima di biciclette, motorini e di ogni tipo di abbigliamento griffato, naturalmente falso. Più precisamente è l’etichetta di brand, anch’essa prodotta in Cina, che viene appiccicata illegalmente a capi d’abbigliamento identici a quelli originali, probabilmente usciti dalle stesse fabbriche in cui vengono prodotti quelli destinati al mercato occidentale. Nel frattempo si sta affermando tra i ragazzi una moda giovanile cinese che, scimmiottando marchi e design occidentali, sta occidentalizzando il paese. E’ il caso di tre marche di scarpe sportive che spopolano tra i cinesi, aventi un logo molto simile all’ala della Nike e modelli praticamente identici dal punto di vista estetico.
Gli anziani, invece, si ritrovano per giocare a carte o a mahjong presso i tavolini del centro sociale o a quelli pubblici sotto gli alberi del solito viale.
La domanda che nasce spontanea ad un occidentale in giro in bicicletta per il centro è: “Ho una macchia sulla fronte ?”. I cinesi che riescono a trattenere un sorriso sono pochi, spesso perchè intenti a radiografarti da capo a piedi; per le ragazze il discorso è diverso a causa della timidezza infinita; il mio sguardo fatica a incrociare uno dei loro perchè al primo accenno di mio movimento del collo abbassano gli occhi per terra, nonostante siano incuriosite da morire. I giovani maschi cinesi, con invidia e gelosia poco velate, mi hanno, infatti, ripetuto ormai cento volte in cinque giorni che tutte le loro coetanee sono invaghite dei calciatori italiani e a vedere le ultime prestazioni di Donadoni & Co. c’è di che sospettare …
Per finire un po’ di numeri di Jining:
- Orario di lavoro impiegato/operaio in join-venture o albergo: 8 ore al giorno per 6 giorni a settimana;
- Giorni di riposo mensili: le domeniche e 2 giorni di permesso da concordare con il datore di lavoro in caso di necessità burocratiche o familiari;
- Stipendio base per cameriera/operaio/impiegato neo assunto: 500 yuan al mese (o RMB, altro nome della moneta locale), pari a circa 50 euro.
- Stipendio di un operaio specializzato: dai 600 agli 800 yuan;
- Tariffa base di una corsa di taxi, valida per i primi 3 Km: 5 yuan;
- Costo di un pacchetto di sigarette: 15/25 yuan (dipende dalla contrattazione);
- Costo di una camera, singola o doppia non fa differenza, in hotel a 4 stelle: 350 yuan;
- Costo medio per una cena abbondante per due persone a base di carne, riso, birra e dolci: 70 yuan;
- Costo di un caffé espresso all’hotel: 22 yuan (caro e fa anche schifo).
WuMing0.6






